![]() CON FRANCO NEL CUORE |
Franco non c'è più. Una morte stupida e assurda ha fermato questa sua vita. Interrotta, stop, basta. Non vale tanto il perché, perché Franco valeva e vale molto di più. Per tanti e pure per noi: Zazzo, Marco e Tax, i Negazione di un tempo e quelli che siamo oggi. Tutto e tutti insieme abbiamo FRANCO NEL CUORE. Perché lui era e rimane un amico. Una persona speciale. E pure uno "dei vecchi tempi", ché ad Amsterdam ci siamo conosciuti e lui ancora ci viveva, ma sono passati quasi vent'anni dalla prima volta che ci siamo trovati davanti quella ghigna da duro con accento pugliese e un cuore grande così. Non mi ricordo nemmeno più quando e quale fu la prima volta in cui ci salutammo, abbracciammo, brindammo insieme che bastava uno sguardo a capirsi e volersi bene. Perché con Franco funzionava così, era uno di quelli del Van Hall, il posto occupato di Amsterdam dopo la fine più che lo sgombero di Emma e allora c'erano lui e Max insieme ad Andrea il Corsaro e Lello e gli altri ragazzi italiani finiti a vivere lassù. Un po' il punk, un po' la ribellione, un po' la musica e pure anzi soprattutto la vita: noi si suonava, loro erano abituati alla strada, dopo pochissimo ci si è voluti un bene che andava oltre l'hardcore, il metal e sai quante birre. No, quella era un'altra storia e infatti è rimasto il legame. E ora il dolore, il ricordo e la voglia di raccontare, condividere pure qui dove passa chi forse sa. Di quelle cose che non c'era nemmeno bisogno di dirsele al tempo di quei primi incontri che trasformarono loro nella nostra casa umana di Amsterdam, anzi d'Olanda perché stiamo già parlando della seconda metà degli anni Ottanta e noi si andava e tornava spesso a suonare da quelle parti. Quei ragazzi che combattevano come uomini per una vita che non volevano fosse come ciò che avevano lasciato in Italia meritavano rispetto e amicizia speciali. Non c'era nemmeno bisogno di dirselo. A volte bastavano spazi in guest list, dediche dal palco e poi soprattutto feste con abbracci, battute, casse di birre e roba buona da fumare per ridere, scherzare e stare insieme come una famiglia che si incontra quando può e ogni volta si vuole più bene. Franco era uno semplice e intanto importante, all'apparenza un guerriero istintivo che ho poi imparato a riconoscere come saggio e forte, oltre che trascinatore di poche parole e protagonista di gesti, perché poi la festa passa e tu te lo ricordi per anni. Franco c'è, anzi c'era, maledetta morte che l'ha portato via a famiglia, amici e soprattutto a Katia, pure lei per altri percorsi prima e poi per Franco, di cui era la compagna di una vita intera, una persona a noi speciale. Franco era rimasto ad Amsterdam, dopo il Van Hall, dopo i Negazione e dopo tutto il resto, con gli altri pure emigrati e intanto speciali per noi. Da Max che ha accompagnato, assistito e vissuto gli ultimi anni del nostro gruppo nomade molto più che come roadie e ora dà tutto se stesso alla sua famiglia, ovvero a Greta e al piccolo Rudi in quel di Amburgo, fino ad Andrea il Corsaro, che ha trasferito il suo talento da tatuatore a Pisa dove vive con Teresa fin da quell'epoca lontana in cui ha comunque e intanto marchiato le nostre pelli. Franco era rimasto a vivere ad Amsterdam, dove lavorava da anni e intanto progettava altri pezzi di vita con Katia, determinato, testardo, forte e intanto dolce, equilibrato come un sole ribelle che scende a patti con la pioggia e sa pure ridere. Del clima olandese e pure di se stesso. Con Franco nel cuore
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